L'ACCADEMIA DEI SIGNORI
"FLUTTUANTI" DEL FINALE DI MODENA
QUATTRO SECOLI DI CULTURA
NELLA CITTADINA DELLA BASSA
Nelle
"Memorie del Finale di Lombardia", scritte dallo storico finalese Frassoni
e pubblicate nel 1778, si legge che nel 1593 venne "istituita un'Accademia
di Lettere, denominata de' Fluttuanti".
Secondo questa autorevole testimonianza, l'Accademia
sarebbe stata fondata quattro secoli fa e come tale avrebbe il privilegio
di essere una delle più antiche d'Italia.
Fondamentale è stato il suo apporto alla
crescita culturale della collettività finalese; ma essa, nei momenti
di maggior vitalità, ha saputo anche rappresentare un'importante
punto di riferimento e di aggregazione per letterati e studiosi di altre
realtà della nostra penisola.
Numerose persone di cultura si erano sentite
onorate di appartenere a questo importante sodalizio.
Scorrendo il "Catalogo de' Signori Fluttuanti"
dal 1746 (unico "registro" ufficiale degli iscritti all'Accademia, pervenuto
sino a noi) scopriamo, fra i centodieci soci, diversi nomi noti della cultura
dell'epoca: dai finalesi Cesare Frassoni e Morando Morandi, allo storico
modenese Ludovico Antonio Muratori, alla poetessa bolognese Laura Bassi,
tanto per citare i più illustri.
Come stemma del loro sodalizio, i Fluttuanti
avevano scelto un'imbarcazione che solca le onde in un mare tempestoso.
Ed è proprio a questo antico stemma che si è ispirato il
Circolo Filatelico Numismatico Finalese, predisponendo un annullo
postale speciale che ricorda la gloriosa navicella, da quattrocento anni
esatti in perenne lotta contro le insidie dell'ignoranza, dell'inciviltà,
dell'arretratezza culturale.
1994
RUBINO
VENTURA
BICENTENARIO
DELLA NASCITA
Rubino Ventura nacque
nel ghetto di Finale, in una casa della Via attualmente a lui dedicata,
il 25 Maggio 1794. La sua giovinezza, alquanto turbolenta, venne indelebilmente
segnata dall'epopea napoleonica: il giovane avrebbe voluto subito arruolarsi
ma la giovane età e le successive vicende storiche gli impedirono
la grande avventura che sognava.
Perseguitato come ebreo e come bonapartista,
Rubino Ventura si allontanò da Finale
e si diresse verso l'Oriente. In Persia raggiunse rapidamente il grado
di colonnello nell'esercito del Principe Mohamed Ali Mirza. Dalla Persia
passò nel regno di Lahore e qui, al servizio del Maharaja Ranijt
Singh, re dei Sikh, percorse una fulminea carriera nell'esercito del sovrano,
che lo stimava moltissimo, sconfiggendo gli Afgani e raggiunge