| |
XII Edizione: Finalis.
Potete sentire i tamburi? Ascoltate. Li sentite?
Le urla dei soldati inviati dal Pontefice sono sempre più
forti.
Il Finale degli Estensi è sotto assedio e la popolazione
trema sotto il tiro dei cannoni papali.
Non abbiate però timore, Finale Emilia sarà sotto attacco
ma si appresta a rivivere tale assedio cercando di creare
uno spettacolo unico e compiacere l'occhio di tutti voi.
Fuochi d'artificio, accampamenti, musica, urla di soldati
e popolo, saranno la nuova colonna sonora di questo
appassionante fine settimana.
Per il dodicesimo anno Finale Emilia ritornerà nel suo
Rinascimento e rivivranno suoni, colori, immagini di un
lontano passato, grazie alla volontà di tanti, in primis la
mia e dei cittadini che amano questa manifestazione
come se fosse una parte viva ed essenziale del loro corpo.
Questo innamoramento è dovuto alla duratura meraviglia
nel veder crescere l'interesse e l'entusiasmo di tanti, strano
a dirsi ma sempre più sono i non finalesi, attorno a una
manifestazione che sembrava destinata a scomparire,
causa un bilancio sempre più magro ed anche per una
sua naturale "vecchiaia". Ma il cuore pulsa ancora forte,
il sangue scorre veloce nelle vene di Finalestense, linfa
vitale donata da alcune associazioni, da eccezionali
volontari e suggeritori, dai giovani che aumentano sempre
più le fila delle Cerchie in lizza per il Palio. Dateci ancora
più forza per continuare, partecipate e rincuorateci
sorridendo davanti ai nostri sforzi, siate allegri e calatevi
nell’atmosfera elettrizzante di questi rari giorni per un
piccolo paese disperso tra campi e strade secondarie.
Grazie a tutti, anche solo per un piccolo segno
d'incoraggiamento, grazie perché anche quest’anno siamo
qui ad aspettarvi, per poter vivere e ridere, amare e
odiare, ad annusare e toccare e, ne siamo sicuri, ancora
una volta vi stupirete di come i pazzi esseri che
popoleranno il borgo Finalis, possano essere così
assurdamente contagiosi.
E allora che rullino i tamburi, che squillino le trombe e
il sipario venga alzato! Ecco a voi Finalestense 2006.
Fernando Ferioli Assessore alla Cultura di Finale Emilia |

Le
cerchie.
Il palio delle cerchie: ordinanza,
benedizione, disfide delle cerchie. |

Programma.
Qui trovi tutto il programma per esteso di Finalestense.
15 settembre
16 settembre
17 settembre |

Cerchie in lizza.
Cerchie in lizza e albo vincitori del palio delle cerchie. |

Mappa.
Luoghi delle varie rappresenta-
zioni, punti ristoro e taverne con i loro menu. |
Cenni Storici.

Correva l’anno 1521, le truppe del Duca Alfonso d’Este erano da
poco riuscite a riconquistare il Castello del Finale, strappandolo alle
truppe spagnole e pontificie.
Dopo alcuni giorni di festa per la prosperità ritrovata, Finale si trovava
di nuovo minacciata da nuovi venti di guerra. L’alleanza tra il Papa
Leone X e Carlo V contro il Re di Francia Francesco I aveva costretto
le truppe francesi comandate dal Lautrech ad un ripiegamento strategico
che lasciò il campo ad una nuova campagna militare contro il Duca
Estense ed i suoi territori.
Il giorno 27 di Settembre l’avanguardia dell’esercito pontifico, costituita
da “ quattrocento Corsi” diede l’assalto alle genti d’arme concentrate
nelle fortificazioni del Finale definito”..luogo forte per natura, e per
arte fortificato…”.
L’attacco fu respinto ma da Modena giunsero Antonio Pucci, Vescovo
di Pistoia, insieme a Vitello Vitelli che, al comando di fanterie svizzere
ed italiane oltre ad un efficace “traino” di artiglierie, posero l’assedio
alle mura ed al castello. Le milizie estensi non riuscirono a resistere
a lungo:“..i Svizzeri andando ferocissimamente incontro al pericolo…”
crearono dei varchi nelle difese e travolsero le milizie estensi comandate
da Ettore Romano “..le ruppero e misero in fuga, ammazzandone molti,
tra i quali , il Cavaliere Cavriana, con tanto timore del Duca di Ferrara
che era a Bondeno, che abbandonato subito quel castello, fuggi a
Ferrara, ritirando con la medesima celerità, perché gli inemici non lo
seguitassero..”
Finale ritornerà sotto il dominio Estense soltanto dopo la morte di
Leone X avvenuta il 1 Dicembre dello stesso anno.
Le citazioni riportate sono tratte dalla “Storia d’Italia” di Francesco
Guicciardini, libro decimoquarto, capitolo terzo.
Massimiliano Righini
|
| |
|
|