8 - 9 - 10 giugno 2007

Comune di Finale Emilia
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il palio delle cerchie
venerdì 8
sabato 9
domenica 10
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XIII Edizione: Finalis.

Il tempo di cambiare è arrivato. Alle soglie del primo millennio di storia scritta della città, che scoccherà nell'anno domini 2009, abbiamo intrapreso un percorso che vuole dare una nuova immagine alla nostra città e che richiede certamente uno sforzo notevole in periodi così avari di risorse per la tanto bistrattata Cultura. Vogliamo imprimere nel visitatore un messaggio, forte e deciso: Finale Emilia sta cercando la sua via per divenire quello che non è mai stata, una meta per divertirsi, per bere e mangiar sano, visitare bellezze architettoniche e museali. Siamo consci che ora è una piccolissima città ma ha tanta voglia di crescere. E Finalestense deve crescere con lei. Perciò nuovo posizionamento temporale, per cercare di liberarsi da quello che era un momento di chiusura dell’estate o inizio autunno ad un momento per chiedere a tutti di uscire di casa, un momento in cui tutti noi ci stiamo preparando alla calda estate. E’ una sfida e come tutte le sfide non è detto che avrà successo, tanti saranno comunque gli errori, come ogni uomo e donna, per naturale destino, compiono. Ma vi posso assicurare che ce l’abbiamo messa tutta, la nostra voglia, il nostro cuore e il nostro amore, sognando persino la notte cosa poteva o non poteva funzionare. Non è mai semplice modificare qualcosa che da dodici anni accompagna i cittadini del Finale, con alti e bassi certo, ma sempre con uno schema fisso, una struttura sulla quale ci si poteva appoggiare con tranquillità. Invece no, abbiamo avuto l’ardire di spostare l’evento allora perché non modificare i punti deboli, dove ormai, secondo noi, non potevamo ricavare nulla e ci impedivano di realizzare un “progetto organico”, freddo termine per dire che vorremmo veder crescere qualcosa di ancor più unico, che avvolga lo spettatore, utente, visitatore nelle sue spire calde e morbide, che sia divertente e attraente in qualunque momento lo si guardi, dovunque lo si viva. Questo qualcosa di così perfetto non credo riusciremo mai a vederlo ma stiamo provando tale direzione considerando sempre i pochissimi mezzi a nostra disposizione. Fortunatamente tanti sono i volontari e gli appassionati che lavorando duro ci hanno permesso, almeno speriamo, di creare in ogni angolo, dietro ogni ombra, in mezzo ad ogni piazza, uno spettacolo, un’emozione, un sorriso e, se fugge, anche una lacrima, per poter dire, ancora una volta, Finalestense vive! E per sempre, viva Finalestense.

Fernando Ferioli Assessore alla Cultura di Finale Emilia

Le cerchie.



Il palio delle cerchie
: ordinanza, benedizione, disfide delle cerchie.

Programma.



Qui trovi tutto il programma per esteso di Finalestense.

venerdì 8
sabato 9
domenica 10

Cerchie in lizza.


Cerchie in lizza e albo vincitori del palio delle cerchie.

Mappa.



Luoghi delle varie rappresenta-
zioni, punti ristoro e taverne con i loro menu.

Cenni Storici.
Le nobili famiglie finalesi: Vecchi, Miari, Magni e Berni.


Correvano i primi anni del XVI sec, periodo in cui “la terra del Finale” era contesa dalle potenti famiglie dei Vecchi e dei Miari, che con l’aiuto di altre famiglie nobili locali, si affrontarono per molti anni in una vera e propria guerra civile combattuta a suon di agguati, scontri e scaramucce. A queste famiglie nobili, ed alla vita quotidiana cittadina tra il 1520 ed il 1530, è dedicata la XIII edizione di Finalestense. La prima menzione della nobile famiglia Vecchi di Finale data al 1322 ed è correlata ad una torre che sorgeva a circa un miglio di distanza dalla città, detta delle Canne o de’ Canoli, edificata da un certo Francesco Vecchi. Provenienti probabilmente da Bologna, dove risiedeva una famiglia detta Vecchi o dal Vecchio, i Vecchi a Finale ebbero rappresentanti nell’amministrazione della comunità; inoltre molti loro esponenti parteciparono sotto diverse insegne agli eventi bellicosi del XVI secolo. Tra questi resta memoria del capitano Cristoforo Vecchi che militò al servizio di Giovanfrancesco II Pico, del re di Francia Francesco I, del Papa Clemente VII, dell’imperatore Carlo V e della Repubblica veneta e in patria, al termine della sua carriera, fu capitano di una compagnia di archibugieri a cavallo. I Vecchi erano rivali di un’altra famiglia del Finale, i Miari: frequenti erano le spedizioni punitive compiute con gran seguito di sostenitori che si risolvevano con morti e feriti, tregue e paci puntualmente infrante sebbene sottoscritte addirittura davanti ai duchi. Nell’ambito di queste lotte intestine si colloca l’uccisione avvenuta in Ferrara nel 1520, ad opera di mandanti della famiglia Vecchi del Dott. Giacomo Magni e di suo padre, famiglia che legò per un periodo di tempo il suo nome alle vicende della torre dei Modenesi per esserne stata proprietaria fino alla metà del XVIII. Dei Miari si parla alla fine del XIV secolo, quando Giacomo del Miaro ottenne investitura di beni a Casumaro. Originaria di Belluno questa famiglia era stimata per antichità, titoli e segnalate imprese; tra i suoi componeneti si ricorda Bernardino Miari soprannominato il Capitan Prete per via degli studi ecclesiastici abbandonati e che a Finale conduceva una delle compagnie a cavallo della comunità mentre fin dalla giovinezza aveva militato al servizio di diversi sovrani. Alleata dei Miari, nella sua lotta per il predominio contro i Vecchi, era la famiglia Berni, di antica origine bolognese. I suoi rappresentanti ricoprirono cariche civili, militari ed ecclesiastiche; ciò non impedì tuttavia che nel 1533 alcuni suoi membri venissero condannati all’esilio da Finale per aver ucciso alcuni membri della famiglia Vecchi.


Ricerca storica di Simonetta Calzolari
 
 
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